Crediamo nell'aggiornamento costante e siamo appassionati del nostro lavoro.




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Knowledge Center


Crediamo nell’aggiornamento costante e siamo appassionati del nostro lavoro. Scopri i nostri ultimi approfondimenti. Il continuo aggiornamento professionale (reso possibile dai molteplici progetti svolti in diversi contesti aziendali), l'attività di ricerca, l'appartenenza ad una community professionale sempre più dinamica e aperta ha consentito a DGM di sviluppare conoscenze, metodologie, esperienze. Grazie a questo continuo processo di apprendimento il team DGM ha sviluppato case histories, white paper ed articoli, molti dei quali oggetto di pubblicazione sulle primarie riviste italiane, fra le quali "Economia & Management", "Contabilità, Bilancio e Finanza", "Sistemi e Impresa". Al fine di avviare un proficuo scambio di conoscenze vengono qui di seguito presentate alcune CASE HISTORIES (volte a rappresentare soluzioni chiave a specifici problematiche aziendali), WHITE PAPER (attraverso i quali si intende presentare le principali metodologie da noi sviluppate) e RESEARCH REPORT (tesi a presentare evidenze significative sulle tematiche oggetto del nostro lavoro).

I NOSTRI STUDI

In questo documento viene presentata la rete Zara in Lombardia analizzata attraverso la ricerca “Strategie di localizzazione territoriale”.

Focus on: Zara


Dgm Consulting analizza e confronta le strategie di posizionamento di alcune delle più importanti case di moda diffuse sul territorio lombardo (Zara, Max&Co, OVS, Luisa Spagnoli, Benetton, Stefanel, Motivi, Brian&Berry, Terranova, Marella, Promod, Geox, Piazza Italia, Libero, H&M, Furla, Pinko, Sorelle Ramonda, Dev, Penny Black, LiuJo, Vergelio, Marilena, Sisley e Emporio Armani) al fine di dimostrare come, attraverso le più recenti tecniche di geomarketing, si possano cogliere particolarità, similitudini e differenze non facilmente identificabili in assenza di strumenti di georeferenziazione. Il report si pone come obiettivo la risposta a queste domande:
- Qual è la location più adatta all’insediamento di un nuovo punto vendita?
- Quando l’apertura di un nuovo store rischia di compro-mettere le performance complessive della rete esistente?

  • Definire il mercato potenziale;
  • Definire la copertura del mercato già ad oggi esistente da parte dei  competitor;
  • Analizzare gli effetti di cannibalizzazione su altri punti vendita.


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Localizzare adeguatamente i propri store è scelta sempre più vitale in ambito retail. Non sempre le aziende sembrano rendersene conto.



Team DGM
Evidenze e future tendenze nella Grande Distribuzione Organizzata

GDO Report 2014


Il mondo della GDO è oggetto di un processo in continua e profonda evoluzione. Molte sono le opinioni in merito agli impatti che questo percorso di cambiamento ha avuto e avrà nei prossimi anni, e numerosi sono i dati disponibili. Poche sono però le analisi concrete con le quali le aziende possono oggettivamente fare delle adeguate riflessioni. Il GDO Report 2014 mette in luce, tramite delle analisi mirate, i risultati economici e finanziari conseguiti dal mercato e dai suoi principali player, ed evidenzia i trend futuri.

Le evidenze chiave:

Contrazione del volume d’affari del commercio al dettaglio nel 2013 (-5,3 mld€ rispetto al 2012)

Consumi complessivi degli italiani previsti in leggero rialzo per il 2014 (+0,4%) e il 2015 (+2%)

Redditività attesa del capitale investito in progressivo calo nel 2014 (-0,40 punti percentuali), in crescita il RONA previsto del 2015 (6,5% circa)

Free Cash Flow Operativo previsto in miglioramento: ancora negativo nel 2014, torna positivo nel 2015. Leggera involuzione di equilibrio patrimoniale e paypack period nel 2014, loro virtuosa evoluzione nel 2015

  • Lo stato del mercato della GDO in Italia
  • Comportamento di spesa e consumi: il passato e il futuro
  • Le vendite per formato commerciale: i motivi della crescita dei discount
  • L’analisi dei protagonisti: 53 delle maggiori società della GDO
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni
  • La reattività commerciale, la generazione di valore, la solidità patrimoniale: le best practice e le eccellenze


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Comprendere le future performance commerciali, reddituali e finanziarie – in ipotesi di continuità strategica e parità di rete vendita – acquisisce grande rilevanza nella GDO, mercato dal giro d’affari in contrazione ma previsto in ripresa, con spazio per soluzioni commerciali innovative.



Team DGM
Effetti e sostenibilità dell’art. 62 del decreto «liberalizzazioni»

GDO Report 2012


Per comprendere la sostenibilità economico-finanziaria dei soggetti della Grande Distribuzione Organizzata, si è proceduto alla raccolta di un database significativo di informazioni contabili, all'aggiornamento dei dati pubblici disponibili in ottica previsionale (al 2012) e, infine, all'applicazione di nuovi giorni di dilazione dei pagamenti per le categorie di prodotti alimentari menzionate nel 3° comma dell’articolo 62 del decreto-legge n°1 del 2012 (il c.d. decreto «liberalizzazioni»).

Le evidenze chiave:

L'applicazione dei giorni medi di pagamento dell’art. 62 comporterà un’uscita di cassa di 5,6 miliardi di euro pari all'11,8% del fatturato.

Il ricorso a indebitamento a medio/lungo termine per coprire tale uscita comporterà il raddoppio degli oneri finanziari per l’aggregato delle imprese del campione indagato.

Il nuovo livello di oneri finanziari risulta sostenibile dal settore della Grande Distribuzione in quanto l’indice di reddito operativo/oneri finanziari si conferma superiore all'unità (anche se di poco).

Il grado di copertura dell'AFN (storicamente inferiore a 1 nella GDO) dovrà incrementarsi fino a raggiungere una situazione di maggiore equilibrio; questo potrà avvenire o tramite un aumento dell’indebitamento a lungo termine, o tramite una ricapitalizzazione.

  • Lo stato del mercato della GDO in Italia
  • Il comportamento di spesa e i consumi
  • L’analisi dei protagonisti: 50 delle maggiori società della GDO
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni
  • Gli impatti dell'art. 62 del decreto "liberalizzazioni" sulle performance di bilancio


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A fronte di un consistente deflusso di cassa (che si ipotizza coperto tramite indebitamento a medio/lungo termine), i risultati economico-finanziari calcolati si modificano in maniera significativa. Il provvedimento incide profondamente sull’attuale sistema della Grande Distribuzione, ma risulta sostenibile dalle imprese distributive grazie al reperimento di capitali, tramite l’accesso a canali di finanziamento più tradizionali (e costosi) rispetto alla gestione dei differenziali tra tempi di incasso e pagamento.



Team DGM
Previsione degli effetti dei recenti cambiamenti commerciali e normativi sul comparto GDO

Cosa aspettarsi dalla GDO

Largo Consumo, Novembre 2013

Dopo anni di crescita continua, nel mondo della Grande Distribuzione si intravedono i primi segnali di maturità e gli effetti di una evoluzione normativa (entrata in vigore dell’articolo 62 del cosiddetto decreto “liberalizzazioni”). La conseguente discontinuità nelle logiche di gestione e, potenzialmente, nelle performance economico-finanziarie delle imprese della GDO, rende una riflessione e una previsione sui risultati del settore non solo necessaria, ma addirittura urgente.

Le evidenze chiave:

Fatturato crescente del 4,19% dal 2011 al 2013, riconducibile più a dinamiche di prezzo che a variazioni positive del combinato volume/mix venduto. 

Crescita più che proporzionale dei prezzi di acquisto, che porta ad una stima per l’anno 2013 di contrazione della marginalità commerciale, che passa dal 20,14% nel 2011 al 19,89% nel 2013.

La Posizione Finanziaria Netta ipotizzata per il 2013 è infatti quasi il doppio (2,11 volte) rispetto a quella prevista in assenza degli effettivi normativi.

Il rapporto tra PFN e EBITDA nel 2013, che – in assenza del decreto – sarebbe mediamente pari a 2,65, assumerebbe invece il valore di 5,60.

  • Lo stato del mercato della GDO in Italia
  • L'analisi dei protagonisti: 50 delle maggiori società della GDO
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni
  • Gli impatti dell'art. 62 del decreto "liberalizzazioni" sulle performance di bilancio


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La sfida per gli anni a venire è dunque duplice: da un lato, razionalizzare modelli di business e prassi operative in modo da riuscire a fronteggiare un mercato che – per quanto possa essere oggetto di ripresa – sconta una maturità di fondo; dall'altro, sviluppare approcci innovativi nella gestione delle proprie dinamiche monetarie.



Team DGM
Proiezione economico-finanziaria sul comparto italiano dell’abbigliamento retail, sulla base di dati consuntivi e variabili macro-economiche

Retail abbigliamento: dalle performance passate alle previsioni per il futuro


L’osservazione aggregata del trend consuntivo di un campione di tredici società italiane del comparto dell’abbigliamento e l’utilizzo di variabili di stampo macro-economico permettono l’esecuzione di una proiezione economica, patrimoniale e finanziaria per il biennio 2012-2013, in ipotesi di perfetta linearità strategica e operativa.

Negli ultimi 10 anni, calo dei consumi della popolazione italiana per l’abbigliamento e diminuzione del fatturato aggregato del comparto abbigliamento.

Nel biennio 2012-2013 (previsioni):

Contrazione del fatturato italiano dal 2011 al 2012 e stabilità dal 2012 al 2013

Crescita del fatturato estero dal 2011 al 2012 e stabilità dal 2012 al 2013

Aumento del reddito operativo aziendale tra il 2011 e il 2013

Reddito netto stabile nel 2011-2012 e in aumento nel 2012-2013

Cassa positiva e stabile tra il 2011 e il 2013

Posizione Finanziaria Netta negativa(= passivo finanziario – liquidità immediate) tra il 2011 e il 2013

  • Lo stato del mercato della Retail Abbigliamento in Italia
  • Analisi competitiva di 13 società del settore
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni


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Attenendosi alle sole previsioni di natura macro-economica, e ipotizzando una sostanziale continuità strategica di ciascun operatore indagato, le proiezioni sembrano dimostrare una crescita in termini di fatturato e, per il 2013, una ripresa in termini di marginalità per il panel complessivo. Inoltre, persiste nel biennio previsionale il surplus di cassa generato dal delta tra liquidità immediate e passivo finanziario (posizione finanziaria netta negativa).



Team DGM
Misurazione dell’influenza delle tendenze esogene di mercato sui risultati delle imprese operanti nel retail abbigliamento

Cosa cambia attorno al guardaroba

Largo Consumo, Aprile 2013

Il comparto distributivo vive da qualche tempo in condizioni di continua variabilità. L’evoluzione del contesto competitivo sta determinando forti cambiamenti alle dinamiche di mercato. Ciò risulta essere particolarmente vero per il comparto abbigliamento che, per sua natura, è sempre stato dinamico; i cambiamenti di stili, mode e modelli di consumo hanno sempre condizionato questo settore caratterizzandolo con una certa “volatilità”. Da qui la necessità di comprendere le determinanti sottostanti le performance delle aziende operanti in questo ambito e la volontà di ipotizzare possibili evoluzioni future di risultato.

Le evidenze chiave:

Aumento del valore della produzione dal 2011 al 2013 maggiore rispetto a quello del costo delle materie prime, che si traduce in una crescita prevista del primo margine del 5,94%.

Il secondo margine, in seguito agli impatti delle variazioni degli indicatori esogeni, è a sua volta atteso in crescita del 15,94%.

Calo dell’incidenza delle voci di costo materie prime e servizi sulla prima riga del conto economico dal 2011 al 2013, rispetto al periodo 2009-2011.

  • Lo stato del mercato della Retail Abbigliamento in Italia
  • Analisi competitiva di 13 società del settore
  • I risultati commercial e reddituali: il consuntivo e le previsioni


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L’impiego di sole variabili esogene di mercato, coerentemente con una essenziale linearità strategica degli player analizzati, conduce a proiezioni che documentano una crescita in termini di fatturato e, per il 2013, una piccola ripresa in termini di marginalità. Da questo punto di vista il 2013 è decisamente ancora lontano rispetto alle performance del 2008-2009, ma un’inversione di tendenza rispetto al trend 2009-2011 sembra essere molto probabile.



Team DGM
Conoscere il potenziale di territorio prima di investire

Focus on Food Retail-Nord Est Italia


Il Report analizza il giro d’affari potenziale del settore, con il fine di mostrare spunti e best practice che dovrebbero alimentare la scelta della “giusta piazza” per un punto vendita e conseguentemente le strategie territoriali di un retailer.
Al fine di sapere dove trovare le opportunità in cui impiegare le risorse e massimizzare gli investimenti bisogna conoscere il reale potenziale di territorio.

Ma cosa significa conoscere il reale potenziale di territorio e quali sono i driver da analizzare e su cui fare leva?

Il documento, risponde a queste domande ed individua, per il settore della ristorazione in Italia, le aree a più alto potenziale.

In questo terzo volume viene analizzato il territorio del Nord Est Italia.

  • Definire il mercato potenziale di un settore;
  • Presentare le best practice per la scelta di una nuova location nel retail;
  • Analizzare le leve che determinano il potenziale di mercato;
  • Definire le strategie territoriali di un retailer.


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Conoscere il mercato di riferimento è una condizione necessaria per la vita delle aziende, governare le variabili che costituiscono un elemento differenziale rispetto ai competitor garantisce profitto.



Team DGM
Evidenze e future tendenze nella grande distribuzione organizzata

GDO REPORT 2015 / 2016


Il GDO Report 2015/2016 evidenzia i risultati economici e finanziari conseguiti dal mercato della grande distribuzione organizzata, dai suoi principali player e dai gruppi d’acquisto, e mette in luce i trend futuri.

Le evidenze chiave:

Contrazione del volume d’affari del commercio al dettaglio nel 2014 (-3,3 mld di € rispetto al 2013)

Spesa media familiare per alimenti e bevande ancora in diminuzione, ma i consumi complessivi degli italiani sono in rialzo per il 2015 e previsti in ulteriore crescita per il 2016 (+1,84%)

Redditività attesa del capitale investito in leggero aumento nel 2015 (+0,39%) dettata da un miglioramento del ROS e prevista stabile nel 2016

Free Cash Flow Operativo ancora negativo per il biennio 2015/2016, ma in miglioramento. Sostanziale stabilità dell’equilibrio patrimoniale e leggera evoluzione dei tempi medi di rientro dal debito finanziario

  • Lo stato del mercato della GDO in Italia
  • Comportamento di spesa e consumi: il passato e il futuro
  • L’analisi dei protagonisti: 84 delle maggiori società della GDO
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni
  • L’efficienza gestionale e i suoi drill-down: le best practice e le eccellenze
  • Il focus suoi gruppi di acquisto


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In un mercato ormai maturo solo i player capaci di strategie in grado di coniugare efficacia ed efficienza riescono a conseguire performance economico - finanziarie positive e sostenibili nel tempo.



Team DGM
Evidenze e future tendenze nella Grande Distribuzione Organizzata

GDO REPORT 2016 / 2017


Il GDO Report 2016/2017 evidenzia i risultati economici e finanziari conseguiti negli ultimi cinque anni dal mercato della grande distribuzione organizzata e dai suoi principali player. Analizza i trend futuri in ipotesi di continuità strategica e mette in luce i possibili cambiamenti in atto confrontando le previsioni effettuate per il 2015 con i dati consuntivi.


Le evidenze chiave:
Segnali di ripresa del volume d’affari del commercio al dettaglio che nel 2015 inverte il trend negativo (+2,6 miliardi di euro) e previsto in aumento per il biennio 2016/2017. In particolare, aumento delle vendite della Grande Distribuzione Organizzata (+1,26%), accompagnato da una crescita dei punti vendita.


Spesa media mensile familiare per alimenti e bevande in aumento nel 2015 (+1,25% dopo un triennio di decrescita). Consumi previsti in rialzo (+4,29%) per il biennio 2016/2107.


Redditività attesa del capitale investito in leggero aumento nel biennio 2016/2017 (+0,68%) dettata da un miglioramento del ROS e da una sostanziale stabilità del turnover del capitale investito.


Free Cash Flow Operativo previsionale in netto miglioramento per il biennio 2016/2017, grazie all’aumento del reddito operativo atteso e ad un flusso di CCNO positivo.
Sostanziale stabilità dell’equilibrio patrimoniale e riduzione dei tempi medi di rientro dal debito finanziario.

  • Lo stato del mercato della GDO in Italia
  • Comportamento di spesa e consumi: il passato e il futuro
  • L’analisi dei protagonisti: 94 delle maggiori società della GDO
  • I risultati commerciali, reddituali, finanziari: il consuntivo e le previsioni
  • L’efficienza gestionale e i suoi drill-down: le best practice e le eccellenze
  • Analisi per classi di fatturato
  • I possibili cambiamenti in atto


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Efficacia, efficienza e attenzione alle esigenze del cliente sono gli imperativi per eccellere in un mercato maturo e frammentato, che mostra timidi segnali di ripresa.



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